Marano: il pm a Venezia per i dragaggi

Nuovi sviluppi nell’inchiesta: sentito l’ex commissario veneto

MARANO. Un colossale «equivoco». Gira e rigira, gli accertamenti della Procura di Udine sul presunto inquinamento della laguna di Marano e Grado e sugli oltre 100 milioni di euro di fondi pubblici erogati in 10 anni per una bonifica mai neppure cominciata sembrano portare sempre alla stessa conclusione.

L’ennesima conferma sarebbe arrivata ieri, dal colloquio che il pm Viviana Del Tedesco ha avuto a Venezia con l’ex commissario delegato per l’emergenza dei canali portuali di grande navigazione della laguna di Venezia, Roberto Casarin.

L’accordo del 2011. In “missione” con la Guardia di finanza, il magistrato ha cercato di trovare ulteriori risposte agli interrogativi già posti il 22 gennaio al presidente della Regione Fvg, Renzo Tondo, in merito all’accordo che, nel 2011, portò alla decisione - infine “stoppata” dalla revoca dello stato di emergenza decretata dal premier Monti - di conferire i fanghi dragati in Friuli nel sito “Isola delle Tresse”, nella laguna di Venezia.

Accordo preliminarmente sottoscritto, in maggio, da Tondo e dal suo omologo veneto, Luca Zaia, e diventato operativo in novembre, con il Piano a firma dell’allora commissario delegato per la laguna di Marano e Grado, Gianni Menchini, e dello stesso Casarin.

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