Ladri di platino rubano i catalizzatori

L’ultimo colpo a Villanova in via Carducci. Dopo la banda del rame, i carabinieri di fronte a una nuova organizzazione

Sapevate che nei catalizzatori delle marmitte sono contenute piccole quantità di platino? Che abbiate risposto sì o no, una cosa è certa: i ladri lo sanno benissimo. A Villanova di Pordenone in via Carducci, per sempio, si è verificato l’ennesimo episodio di furto di un catalizzatore. Vittima ne è risultato un carrozziere, Gianni Chiesurin, che naturalmente è perfettamente a conoscenza di cosa ci sia dietro la scelta dei balordi di indizzarsi proprio verso un catalizzatore. Così, quando l’uomo ha riferito ai carabinieri l’accaduto, indicando la sua Citroen Xsara familiare privata del componente, i militari dell’Arma si sono resi conto di aver a che fare con una nuova banda, dopo quella che depreda il rame da cimiteri, linee elettriche, ferrovie e cantieri del Friuli occidentale.

L’allarme catalizzatori era già noto da anni negli Stati Uniti, dove i primi furti di questo tipo si erano verificati cinque anni fa.

Da quando le quotazioni delle materie prime sono schizzate verso l’alto, i criminali hanno appuntato la loro attenzione sul fatto che i catalizzatori contengano piccole quantità di platino, palladio e rodio, metalli nobili il cui valore è tanto elevato da rendere appetibili anche pochi grammi.

Probabilmente sinora in Italia i catalizzatori sono stati engono trascurati dai ladri per l’assenza di specialisti in grado di ricavare i metalli nobili da un pezzo rubato. Infatti, per estrarre quei pochi grammi di platino, palladio e rodio, occorre non solo segare il catalizzatore dal tubo di scarico nel sottoscocca e aprirne l’involucro, ma anche intervenire sul cuore del dispositivo, il corpo ceramico. Che è una sorta di alveare con cellette tanto minuscole da essere difficilmente trattabili per ottenere la fuoriuscita delle microscopiche particelle di metallo. Queste operazioni sono alla portata di persone qualificate e attrezzate, che in Italia presumibilmente mancano perché non esiste un’industria nazionale. Di qui è facile ipotizzare contatti fra i ladri e persone che lavorano o hanno lavorato in officine e concessionarie: proprio negli Stati Uniti si era scoperto che era proprio quest’ultimo il profilo di molti dei ladri di catalizzatori.

Per il carrozziere derubato, a Villanova di Pordenone in via Carducci, il danno ammonta a circa 800 euro. E avendo la sua auto una decina d’anni, è quasi pari al valore del veicolo. Un bel problema,anche perchè nel suo caso l’assicurazione non copriva eventi di questo tipo.

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