Lega: abolire le Province, eccetto Udine

Nel programma di Maroni il taglio degli enti. Ma il Carroccio salva l’amministrazione friulana: «Qui non si spreca»
Pagnacco 27 maggio 2012.Congresso della Lega Nord presso l'auditorium delle scuole medie..Piasente vince le elezioni..Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Ferraro Simone
Pagnacco 27 maggio 2012.Congresso della Lega Nord presso l'auditorium delle scuole medie..Piasente vince le elezioni..Telefoto Copyright Petrussi Foto Press / Ferraro Simone

UDINE. La Lega Nord sposa l’abolizione delle Province e inserisce la misura nel programma elettorale per le elezioni politiche, ma il Carroccio friulano frena: Udine non si tocca. Il segretario della Lega, Matteo Piasente, prova a difendere la diversità della Provincia di Udine rispetto al resto degli enti intermedi, mentre il presidente Pietro Fontanini incolpa gli alleati del Pdl, e ribadisce di non essere d’accordo. La novità è contenuta nel programma elettorale presentato dal partito guidato da Roberto Maroni: «Abolizione delle Province tramite modifica costituzionale».

Quel che conta, però, è che nel programma elettorale siglato da Pdl e Lega c’è l’abolizione delle Province. In Friuli Venezia Giulia la riforma, delegata a una commissione ad hoc del Consiglio regionale, non ha prodotto alcun risultato e anzi è quasi certo che ad aprile Udine sarà l’unica provincia d’Italia a essere rinnovata. Così, i vertici del Carroccio regionale apprendono con imbarazzo della decisione del partito. «Si parla di abolizione delle province tramite modifica costituzionale – precisa subito il segretario regionale, Matteo Piasente –, la modifica sarebbe costituzionale, non è che si fa in qualche giorno.

E comunque bisogna aspettare l’esito delle elezioni». Fin qui la situazione di fatto. Ma nel merito cosa ne pensa Piasente? «In linea di principio – dice il segretario – qualsiasi intervento per la riduzione dei costi trova incondizionatamente il sostegno della Lega, ma la Provincia di Udine – continua – non può certo rientrare nella categoria degli sprechi». A Palazzo Belgrado la notizia ha stupito, ma non così tanto, il presidente Pietro Fontanini. «Che si può fare – dice l’ex segretario leghista – il programma per le politiche dev’essere uno ed è identico a quello del Pdl. Posso dire che non sono d’accordo - aggiunge - è una cosa che non è stata condivisa con noi, nessun consigliere provinciale della Lega è stato informato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto