Nanotecnologie per curare i tumori

Questa sera alle 19.30 all’Astoria ospite il professor Mauro Ferrari, scienziato originario di Udine, tra i più grandi esperti mondiali di bioingegneria e nanotecnologie biomediche. La serata organizzata dal Soroptimist International club di Udine insieme a Fidapa, al Lions Udine Castello e Panathlon è stata voluta per presentare le ultime scoperte delle nanotecnologie in relazione alle cure dei tumori femminili. Una serata molto importante che dà il via a una collaborazione sempre più attiva tra i service club cittadini, che ha l’intento di diffondere la cultura della prevenzione e presentare quanto la ricerca sta facendo a livello internazionale nel campo dei tumori femminili.
Il professor Ferrari, considerato il padre della nanomedicina, specializzato nella ricerca e nella sperimentazioni di trattamenti per la cura del cancro, è uno degli scienziati più brillanti e vulcanici del nostro tempo. Dal 2010, presidente e amministratore delegato del Methodist hospital research institute a Houston, Texas, uno dei principali centri di ricerca medica degli Stati Uniti. Inoltre, professore associato di medicina al Weill Cornell medical college a New York, docente di ingegneria biomedica, medicina e scienza dei materiali presso la Texas University, presidente del Texas nanotechnology consortium e responsabile della creazione della Alliance for nanotechnology in cancer. Accanto ai 40 brevetti ormai riconosciuti, Mauro Ferrari vanta una trentina di richieste di brevetto in fase di approvazione, la pubblicazione di oltre 230 pubblicazioni scientifiche su rivista, sette libri e uno sterminato elenco di riconoscimenti e premi internazionali.
Il professor Ferrari, alle 18, sarà ospite nella sala convegni della Fondazione Crup in via Manin, alla cerimonia di apertura del 407 anno di attività dell’Accademia udinese di Scienze, lettere e arti. “Nanomedicia oncologica” è il titolo della conferenza di Ferrari, rivolta proprio agli orizzonti della sperimentazione medica e al passaggio dal laboratorio al farmaco. «Oggi - scrive Ferrari - solo una cellula medicinale su 100 mila raggiunge il bersaglio. Noi lanciamo “missili” multistadio carichi di farmaci che centrano tutte e solo le cellule tumorali».
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