Resia, ancora polemiche sul console di Slovenia

RESIA. Non si placa la polemica relativa all’ingerenza del console generale della Repubblica di Slovenia a Trieste, Dimitrij Rupel, nell’attività amministrativa del Comune di Resia. Dopo il botta e risposta con il sindaco Sergio Chinese, che non ha gradito il tentativo di intervenire sulla decisione di non rinnovare la gestione del Centro Culturale di Resia al locale Gruppo Folkloristico, la questione è approdata in Parlamento. A portarla all’attenzione del ministro dell’Interno, è stato il senatore friulano Ferruccio Saro.
Nella vicenda si registra anche l’intervento dell’associazione “Identità e Tutela Val Resia”, con il suo presidente, Alberto Siega, che ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «L’ingerenza del console Dimitrij Rupel – scrive Siega – mira a rafforzare lo spirito di slovenizzazione di tutta la Val Resia, in danno sia dell’Italia, che della stessa valle. Un atto grave, atteso che il rappresentante di un paese straniero non solo si inserisce negli affari interni dello Stato italiano, ma addirittura impartisce istruzioni e sollecita provvedimenti nel senso da lui voluto verso la massima autorità del Comune di Resia, ossia il sindaco, che rappresenta anche la Repubblica Italiana. Resia – aggiunge Siega – non solo respinge le imposizioni provenienti da uno Stato straniero, ma non intende essere vittima sacrificale di una mancanza di protezione e di tutela da parte dalle autorità italiane, di fronte a un evento così grave e inaudito». Da qui l’appello lanciato al presidente Napolitano: «Si confida in un intervento deciso che impedisca la slovenizzazione in atto di una parte della Val Resia, entità unica al mondo per lingua, storia, tradizioni, folklore e dna, che vuole restare resiana e italiana, e non essere inglobata, con manovre di bassa politica, nella realtà etnica slovena». (a.c.)
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