Roiello ridotto a discarica volontari al lavoro per pulirlo

Nato come derivazione della roggia di Palma (concessa nel 1171 da un diploma del patriarca di Aquileia, Ulrico) il Roiello di Pradamano è diventato ormai una discarica a cielo aperto fra sacchetti di...

Nato come derivazione della roggia di Palma (concessa nel 1171 da un diploma del patriarca di Aquileia, Ulrico) il Roiello di Pradamano è diventato ormai una discarica a cielo aperto fra sacchetti di immondizie, bottiglie, lattine e rifiuti di ogni tipo gettati nell’acqua. Almeno una ventina le borse di rifiuti che i volontari di Legambiente, assieme ad alcuni rappresentanti del Comitato amici del Roiello e del Comitato contro le discariche di San Gottardo, hanno ripescato nel corso della ventesima edizione di “Puliamo il mondo” che sabato si è concentrata proprio sul Roiello, oggi in condizione di grave degrado. Ed proprio per richiamare ancora l’attenzione sulla situazione del corso d’acqua che l’iniziativa coordinata da Legambiente quest’anno si è concentrata su tale zona.

Si sono comunque rivelati preziosi gli interventi effettuati in primavera dal Consorzio bonifica che ha competenza nel tratto iniziale fra Beivars e Godia, come del resto lo sfalcio degli alberi cui ha provveduto il Comune. Tuttavia il Roiello, bene demaniale che un decreto ministeriale nel 1989 ha dichiarato di interesse pubblico regionale e pertanto vincolato e incluso nell’elenco dei beni sottoposti a tutela paesistica, sembra essere considerato una terra di nessuno. Lungo quel tratto sono stati rinvenuti copertoni, computer rotti, materiale di risulta derivante da demolizioni, ferro ed elettrodomestici sono stati rinvenuti, poi recuperati per riempire due camion.

Una ventina i volontari che il Comune ha equipaggiato e dotato di assicurazione e che si sono uniti agli uomini della protezione civile nella mattinata di sabato. E ieri l’iniziativa di Legambiente si è ripetuta con successo a Trasaghis, Artegna e Gemona. (a.c.)

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