Lite per la carta d’identità in sloveno: tre condanne

RESIA. Sono state condannate dal giudice di pace di Pontebba le tre donne accusate di ingiuria e minaccia nei confronti di due loro concittadini. La sentenza è arrivata ieri, a più di due anni di distanza da quando fu rilasciata la prima carta d’identità bilingue, italiano-sloveno, a Resia.
Fu proprio quell’episodio a scatenare le proteste dei componenti dell’associazione “Identità e tutela val Resia” (presenti ieri all’udienza, ospitata, per questo, in sala consiliare), secondo cui il rilascio del documento in sloveno stava mettendo a rischio l’italianità della valle. Era il 10 luglio 2010.
Quel giorno, Gabriele Cherubini, dopo aver ricevuto la carta d’identità, sarebbe stato oggetto di minacce ed ingiurie da parte di tre donne che si trovavano nel gruppo dei manifestanti, Anna Di Floriano, Orietta Di Lenardo, Erica Di Lenardo.
Il giudice di pace, ieri, ha condannato le tre a pagare una multa, un risarcimento danni e le spese processuali.
In quei giorni di luglio 2010, con gli animi surriscaldati per la concessione della carta d’identità bilingue, Anna Di Floriano avrebbe aggredito verbalmente anche Pamela Pielich, presidente del Gruppo folkloristico val Resia. Anche in questo caso, il giudice di pace ha condannato la donna al pagamento di multa, risarcimento danni e spese legali.
«Siamo soddisfatti – afferma l’avvocato di Cherubini, Monica Del Negro, al lavoro, in questi mesi, insieme alla collega Daniela Tonussi, legale di Pielich – soprattutto per l’atteggiamento tenuto durante tutto il processo. La nostra difesa è stata costruita esclusivamente sui fatti, evitando di fare il benché minimo riferimento a questioni politiche. Una posizione che alla fine ha pagato. Non avremmo voluto arrivare a questa conclusione – aggiunge – visto che il nostro atteggiamento era volto alla conciliazione».
Un’udienza considerata “a rischio” per l’ordine pubblico, con la presenza di carabinieri e polizia di Stato che ha contribuito a tenere calmi gli animi dei presenti.
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