Uffici postali, si allontana il rischio delle chiusure

MANIAGO. Le prospettive per gli uffici postali di Maniagolibero e Campagna, inseriti nella lista nera di Poste italiane, sembrano più rosee del previsto: nei giorni scorsi, a Trieste, il sindaco Andrea Carli, assieme ai primi cittadini di Frisanco, Travesio e Vito d'Asio, ha incontrato il responsabile dell’Area territoriale Nordest di Poste italiane Cosimo Andriolo, che ha tenuto a rassicurare Carli sulla possibile chiusura dei due uffici postali della città dei coltelli.
«Andriolo mi ha confermato che l’elenco di uffici postali italiani, diffuso da Agcom e ripreso nei mesi scorsi dai principali quotidiani nazionali, rappresenta una periodica attività di screening per evidenziare le realtà che presentano caratteristiche di bassa redditività – afferma Carli –. Ciò non si traduce automaticamente nella chiusura di tali uffici, poiché per ognuno di essi entrano in gioco valutazioni aggiuntive che porteranno ad una decisione futura». Nel caso degli uffici Maniagolibero e Campagna, per i cui locali attualmente Poste Italiane non paga affitto, sono stati recepiti dalla Direzione territoriale tutti gli aspetti particolari evidenziati dall’amministrazione comunale durante l’estate, tra i quali figurano l’inadeguatezza della sede centrale, gli impegni economici assunti dall’amministrazione per ospitare l’ufficio di Maniagolibero e il posizionamento strategico dell’ufficio di Campagna, vista la vicinanza alla zona industriale. «Le premesse per il mantenimento di tali uffici possono, quindi, dirsi incoraggianti – sostiene il sindaco –: nel prossimo periodo potrebbe essere discussa pure l’implementazione di ulteriori servizi sul territorio».
Ma se le prospettive per gli uffici maniaghesi di Poste Italiane lasciano ben sperare, resta un’incognita il destino delle realtà montane: «Come riportato dai quotidiani locali nei giorni scorsi – dice Carli –, Andriolo mi ha confermato il contatto con l’assessore regionale Sandra Savino affinché si possa trovare una soluzione anche per i piccoli uffici, caratterizzati da bassa redditività, ma che rappresentano un fondamentale valore dal punto di vista del servizio al territorio. A tal proposito, una nostra rappresentanza avrà la possibilità di discutere direttamente con l’assessore Savino in consiglio regionale il prossimo primo ottobre, per capire le tappe di questo percorso intrapreso dalla Regione con Poste italiane, con l’auspicio di fornire un contributo concreto alla soluzione del problema, che si inquadra in un più generale depauperamento dei servizi nel territorio montano». Intanto, la petizione popolare, avviata dai gruppi di minoranza, per salvare gli uffici postali maniaghesi ha superato il migliaio di firme.
Giulia Sacchi
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