Ok unanime da Trieste: «Ci porterà più fondi»

Il rettore Peroni: segnale politico forte, archiviati anni di polemica stanca Il Coreco si esprimerà sull’accordo il 13 giugno prima di inviarlo al ministero

Trenta minuti in Senato accademico, quindi in Consiglio di amministrazione, tutto approvato all’unanimità. Il rettore dell’università di Trieste, Francesco Peroni, non vuole certo farne una questione di velocità, ma il segnale politico dato ieri dall’ateneo giuliano è forte. Anni di polemica stanca e retorica invecchiata sono andati in fumo in pochi minuti.

Il testo dell’accordo di programma approvato mercoledì anche a Udine, ha dato forma a una nuova prospettiva di collaborazione e integrazione tra i due atenei, che - obiettivo molto sensibile e concreto - potrebbe garantire un incremento del fondo di finanziamento ordinario (Ffo) del Ministero, oltre al contenimento delle spese superflue. Peroni ha voluto mettere in luce il «forte consenso». «È importante - ha notato - che ci sia stata piena convergenza su un testo condiviso all’interno dell’ateneo e con Udine. Significa che oltre all’ottima redazione tecnica, c’è stata una forte coesione politica, pronunce unanimi e apprezzamenti». Ma come prosegue l’iter verso la federazione? Con il passaggio dell’accordo nel Coreco, il comitato regionale di coordinamento. La procedura ministeriale per la concessione degli incentivi prevede infatti che il documento sia vagliato dal comitato, presieduto dall’assessore all’Istruzione, Roberto Molinaro. Considerata la dichiarazione del presidente, Renzo Tondo, c’è da aspettarsi che la Regione non sia spettatore disinteressato, anzi, prema sull’acceleratore. Il Coreco si riunirà il prossimo 13 giugno: dopodiché il documento andrà a Roma, dove sarà all’attenzione dell’Anvur, l’agenzia per la valutazione della ricerca, presieduto dall’ex direttore della Sissa di Trieste, Stefano Fantoni.

Una volta chiusa questa trafila, il Ministero valuterà nel merito e poi deciderà sul finanziamento aggiuntivo visto che per gli accordi federali il Ministero ha stanziato 5 milioni di euro. «Ma ora - fa sapere Peroni - non è prevedibile sapere quanti faranno domanda». Il sistema Trieste-Udine potrebbe paradossalmente essere l’unico e ottenere l’intera posta, oppure essere l’unico e non venire finanziato al 100%, o ancora finire in graduatoria con altri ‘accordi’. I fondi arriveranno direttamente nel Ffo. Doppi i benefici: da una parte aumenteranno le risorse, dall’altra miglioreranno il rapporto tra spesa per gli stipendi e Ffo. Se infatti il rapporto superasse l’80% (fino a poco tempo fa la somma era il 90%) gli atenei subirebbero il blocco del turn over e non sarebbero in grado di assumere.

Beniamino Pagliaro

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