«Peccatori nella Chiesa, Papa fragile»

Il vescovo di Udine, mons. Mazzocato nell’omelia di Pentecoste parla della bufera che scuote il Vaticano. «C’è chi è tentato da potere e denaro»

UDINE. Un’accorata difesa di Papa Benedetto che vive momenti turbolenti «da uomo fragile, ma saggio e sereno». E un’amara constatazione: nella Chiesa «ci sono dei peccatori» e alcuni «cedono alle antiche tentazioni del potere e del denaro». Sono queste le frasi più significative dell’omelia di Pentecoste dell’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato. Un richiamo, netto e chiaro ma certamente sorprendente, vista la prudenza del presule, sulla più stretta attualità. Vale a dire sulle vicende che stanno scuotendo la Chiesa e la cerchia dei più stretti collaboratori del Pontefice, dopo l’arresto del suo maggiordomo, accusato di aver trafugato documenti riservatissimi.

L’arcivescovo, dal pulpito del duomo, ha voluto dunque esprimere il suo pensiero, che riflette la fedeltà assoluta al Papa «il quale si trova a guidare la Chiesa in mezzo a quotidiane prove che lo toccano molto da vicino».

«Il vero grande miracolo dello Spirito Santo fu la nascita della Chiesa, della comunità di coloro che credevano in Gesù - ha detto monsignor Mazzocato ai fedeli udinesi -. A guardare bene, Gesù risorto, parte da un materiale umano che non era certo di prima qualità. Parte da 12 uomini molto diversi tra loro, che lo avevano abbandonato al momento della sua passione e morte, non provvisti di preparazione culturale o politica. Il giorno di Pentecoste erano riuniti nel cenacolo dove li teneva assieme Maria a cui Gesù in croce li aveva affidati come nuovi figli. Nessuna istituzione umana poteva formarsi e resistere nel tempo partendo da un simile gruppo di fondatori. Per questo la Chiesa è il grande miracolo che Gesù risorto compie a Pentecoste: crea la comunità dei suoi discepoli non fidandosi delle loro capacità, ma della forza di comunione che ha il suo santo Spirito. Questo miracolo di Gesù e dello Spirito Santo è continuato nei secoli e continua anche oggi. La Chiesa, formata da poveri uomini, ha sempre patito le debolezze e i peccati dei suoi membri mostrandosi una comunità fragile; spesso più fragile di altre istituzioni politiche e sociali in mezzo alle quali viveva. Nonostante ciò, questa Chiesa ha continuato la sua vita e la sua missione lungo i secoli e tra le nazioni e culture più diverse».

«Anche in questo tempo la Chiesa - ha aggiunto l’arcivescovo - è provata da faticose debolezze e miserie che i mezzi di comunicazione portano a conoscenza di tutti. Continua a mostrare che è formata da uomini di ogni tipo: da santi e da peccatori, da cristiani che arrivano a vivere in modo eroico il comandamento dell’amore e da altri che cedono alle antiche tentazioni del potere o del denaro. Possiamo dire che non c’è niente di nuovo perché i 12 uomini dai quali Gesù è partito per formare la sua Chiesa il giorno di Pentecoste non erano un gruppo scelto, migliore di noi. Ci testimonia questa fede il nostro attuale Papa, Benedetto XVI. Con la fragilità di un uomo di 85 anni, si trova a guidare la Chiesa in mezzo a quotidiane prove che lo toccano anche molto da vicino. Da lui, però, non traspaiono reazioni ansiose o scomposte ma, piuttosto, sempre una profonda saggezza e serenità. E’ ben cosciente delle difficoltà che la Chiesa sta attraversando e le ha più volte denunciate con insolita lucidità e schiettezza. Ma va avanti con sicurezza e umile serenità e in questo ci testimonia la sua grande fede e il suo grande amore per la Chiesa. Ci testimonia che non si sente il capo di una grande organizzazione in crisi ma - come ebbe a dire nel suo primo discorso – “un umile operario della vigna del Signore”. Sa che, in mezzo a tante debolezze dei suoi membri, lo Spirito Santo sta suscitando nuovi santi che sono il vero lievito che rinnova nei secoli la Chiesa». «Uniamoci, in questa festa di Pentecoste, al Santo Padre imparando da lui la fede e l’amore per la Chiesa di cui siamo membra e figli - ha concluso il presule - . Diamo il nostro contributo per rinnovarla cercando di essere noi più coerenti al vangelo e pregando lo Spirito Santo che tocchi i cuori». Alla fine della messa l’arcivescovo ha presieduto la cerimonia della cresima degli adulti.

Ieri, infine, lo stesso Santo Padre è tornato sulla questione del “corvo” e della pubblicazione di documenti segreti del Vaticano. «E’ scossa la casa di Dio - ha detto Ratzinger -. Viviamo una nuova Babele, sono fatti che sgomentano».

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