È pronta la casa per Luca sabato l’inaugurazione

Cividale: il caporalmaggiore degli alpini Barisonzi rimasto ferito in Afghanistan Artefici dell’iniziativa le penne nere friulane, che saranno presenti in Lombardia

CIVIDALE. E’ passato solo un anno, dal lancio dell’iniziativa. E già siamo al taglio del nastro. Gli alpini hanno dato riprova della propria concretezza, della capacità di mettere a segno interventi di peso in un minimo arco di tempo: è pronta la “Casa per Luca”, alias per il caporalmaggiore Barisonzi, rimasto gravemente ferito – a Bala Murghab, in Afghanistan, nel gennaio 2011 – nell’attentato che costò la vita al parigrado Luca Sanna.

E’ da allora che il giovane lotta per recuperare almeno parte della funzionalità degli arti: lo ha fatto in più ospedali, per mesi, e potrà farlo, adesso, in un’abitazione – appunto – costruita letteralmente su misura, calibrata cioè sulle sue specifiche esigenze. A promuovere l’intervento era stata l’Ana nazionale, d’intesa con la sezione di Cividale, città sede di quell’8° Reggimento di cui Luca Barisonzi ha fatto parte: un atto di solidarietà, di vicinanza, di stima per un giovane la cui tenacia ha commosso l’Italia. Non a caso il presidente Giorgio Napolitano ha insignito il militare, nel corso della recente Festa dell’Esercito, della Croce d’onore (lo stesso riconoscimento è stato assegnato, alla memoria, a Sanna).

E adesso, dicevamo, la nuova casa di Luca – sorta a Lomellina, in provincia di Pavia – è una realtà. L’inaugurazione è in programma per sabato: vi presenzieranno ampie rappresentanze del mondo alpino, a cominciare dagli uomini dell’8°.

«Un pullman partirà all’alba, da Cividale – spiega il presidente dell’Ana, Pierluigi Parpinel –: vogliamo testimoniare, ancora una volta, il profondo legame che esiste fra la città ducale e le penne nere». Ma ci saranno anche alpini di Pordenone e Palmanova: «Molti di loro, fra cui diversi operai specializzati – motiva Parpinel –, hanno partecipato ai lavori di edificazione dell’immobile». L’idea di questa speciale struttura era venuta al presidente nazionale dell’Ana, Corrado Perona, dopo un incontro con la madre di Barisonzi: nell’occasione, infatti, la donna gli aveva spiegato che per Luca – una volta lasciato l’ospedale – sarebbe stato impossibile tornare nell’appartamento dei genitori, al terzo piano di un palazzo senza ascensore, a Lomellina appunto. La mobilitazione alpina era scattata all’istante, e nel giro di appena qualche mese si era riusciti a raccogliere – grazie alla generosità di tanti italiani – la somma necessaria per mettere a segno il progetto. E un contributo determinante, nella mega-colletta, lo hanno recato proprio le penne nere della città ducale, tramite il simpatico progetto “Una gubana per Luca”.

Lucia Aviani

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