Scandalo Caneo, interviene Grado: quell’area va riqualificata

L’assessore all’ambiente, Gordini: abbiamo l’intenzione di acquisire tutta l’area. Ma per il Comune non sarà facile trovare una soluzione e soprattutto i fondi
Bonaventura Monfalcone-14.05.2012 Caneo-Fossalon-Grado-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-14.05.2012 Caneo-Fossalon-Grado-foto di Katia Bonaventura

GRADO. Pareri unanimi. Pareri imbarazzati. Tutti d’accordo comunque nel condannare la story dell’osservatorio-foresteria del Caneo, imposta con un diktat della Regione Friuli Venezia Giulia nonostante la legittima contrarietà del Comune di Grado. Quella sorta di mausoleo divorato adesso dalle alghe e dalle erbacce è costato due miliardi di ex lire di denaro pubblico e dopo la chiusura del 2007 sarebbe adesso a all’asta. Ma la speranza che qualche privato l’acquisti rimane per ora velleitaria. Chi, invece, s’è preso a cuore il problema è proprio il Comune di Grado intenzionato a fare in modo che quel “castello” non diventi uno dei tanti monumenti allo spreco.

«È vero - dichiara l’assessore comunale di Grado, Emiliano Gordini – che stiamo valutando la possibilità di avere in gestione l’area in modo da ripristinarla con l’obiettivo di riqualificarla. Così com’è rappresenta davvero una brutta anomalia nel mezzo di un habitat meraviglioso». L’assessore ricorda, tra le altre cose, che l’edificio fatiscente del Caneo sorge accanto al villaggio dei casoni (una trentina) di Punta Sdobba, che è gestito direttamente dall’amministrazione comunale, e la Val Cavanata, un’altra riserva naturale pure gestita dal Comune dell’Isola d’oro. «Insomma, non possiamo – insiste l’assessore – non immaginare di collegare queste tre bellissime realtà naturalistiche».

Tutto vero, ma va risolto il nodo della struttura che rischia di crollare su stesa un pezzettino alla volta. Già al suo insediamento, lo scorso anno, la giunta municipale guidata dal sindaco Edi Maricchio, aveva effettuato un sopralluogo al Caneo. Il giudizio era stato quello che un intervento si rendeva e si rende più che opportuno. Resterà da capire come il Comune farà in modo di entrare in possesso dell’area e soprattutto cosa farà dell’osservatorio fantasma. «Il problema – conclude l’assessore all’Ambiente – è all’attenzione della giunta e se ne sta occupando direttamente il sindaco». Nelle prossime settimane potrebbe spuntare una soluzione che, tuttavia, non sarà facilissima visto che i Comuni sono alle prese con i tagli al bilancio e che, dunque, l’opera di riqualificazione avrà bisogno dio garanzie finanziarie.

Intanto, ieri, il Caneo è stato meta della visita da parte di numerosi turisti o semplicemente curiosi. Uno di questi ammette candidamente che da diverso tempo ci si chiedeva il perché del degrado di quell’angolo incantevole, ma che finora non aveva trovato risposta. «Adesso l’ho avuta – commenta – ma ho capito che la soluzione non sarà molto facile».

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