Fiera, Cardin non molla

Era il 25 marzo quando sulle colonne del Messaggero Veneto il presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, lanciava al sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, la proposta di cancellare il consiglio di amministrazione della Fiera per nominare un amministratore unico. Un’idea osteggiata da Alvaro Cardin, in primis, e che il sindaco, Claudio Pedrotti, ha accolto tiepidamente. In realtà in queste settimane più volte il primo cittadino ci ha pensato, ma alla fine non ha potuto che allargare le braccia: la maggioranza non lo consente, i patti pre-elettorali del 2011 vanno rispettati.
Così l’epilogo della vicenda, che ha avuto tra i suoi momenti topici l’avviso pubblico per la scelta di candidati già scritti sulla carta delle intese politiche, è avvenuto ieri mattina quando Pedrotti ha proposto Alvaro Cardin per la presidenza e Giorgio Zaia (Pd) come consigliere di amministrazione. A fronte delle pressioni ha indicato una tappa intermedia, quella di fine 2013 per le dimissioni di Cardin e la nomina, per l’appunto, dell’amministratore unico, anche se, ad alcuni amici, Pedrotti avrebbe confidato che vorrebbe accelerare le procedure.
Sta di fatto, però, che la governance rimane pressoché immutata e all’ondata anti–casta è stato concesso un dimagrimento dei compensi. Su proposta di Ciriani l’indennità (6 mila euro l’anno) è stata trasformata in gettore di presenza di 100 euro (da mille a mille 200 euro l’anno l’introito previsto per i consiglieri), a eccezione della figura indicata dal presidente della Provincia, ovvero il segretario generale, Giovanni Blarasin, che sarà a costo zero. «Per fortuna - spiega Ciriani - è spuntata una sentenza della Corte dei conti dell’aprile scorso che rende compatibile l’incarico di dirigente della Provincia con quello di rappresentante di una società partecipata, consentendo l’operazione», una iniziativa che intende adottare anche per l’Atap - domani l’assemblea - e la Snua sempre attraverso la scelta di tecnici che non percepiranno compensi. Un ulteriore risparmio si avrà per effetto della decisione della Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia di non nominare alcun rappresentante, riducendo i consiglieri da 5 a 4. In consiglio, quindi, oltre a Cardin (30 mila euro d’indennità l’anno) e a Zaia, sono stati confermati Luigi Boffo (quota Lega per la Provincia di Udine) e Silvano Pascolo (Camera di commercio di Pordenone).
Il collegio sindacale sarà composto da Marcello Ferrante, Giuseppe Gregoris e Gianluigi Ornella, ma anche i loro compensi saranno ridotti: l’importo sarà forfettario e non i 154 euro l’ora per il lavoro svolto, più qualche migliaio di euro per l’esame del bilancio, stabiliti in precedenza.
«Nonostante questa congiuntura difficile - afferma il confermato amministratore delegato Alessandro Zanetti - la società è riuscita a mantenere fede al piano industriale di consolidamento, sviluppo e rilancio», grazie anche alla struttura, come ha aggiunto Cardin. Il bilancio 2011 si è chiuso con un utile di 130 mila euro, che scende a 21 mila euro al netto d’imposta.
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