Benzina, spazio per nuovi ribassi

ROMA. Scendono ancora i prezzi sulla rete carburanti, con Eni che gioca al ribasso costringendo gli altri a fare altrettanto. Ieri la compagnia ha ritoccato di nuovo i prezzi raccomandati della benzina (meno 2,5 centesimi al litro), del diesel (-1 centesimo) e del gpl (-2 centesimi). Di conseguenza sono scese Shell (-1 cent e -0,5 sul diesel) assieme a TotalErg (-0,8 cent) come pure IP (-1,5), Q8 (-1,2) e Tamoil (-0,5). Nei giorni scorsi, il presidente dell’Unione petrolifera Pasquale De Vita, ha comunque affermato che «vista la volatilità dei mercati le condizioni del ribasso ci sono ma sono maturate negli ultimi giorni».
Restano comunque ancora spazi per un ulteriore calo dei prezzi, alla luce della riduzione dei costi del greggio. Tuttavia, secondo il ministero dello Sviluppo economico Passera, lo “stacco” tra il prezzo industriale italiano e quello medio europeo presenta delle «criticità» che devono essere affrontate. Da qui la decisione di convocare urgentemente – stamani, con un solo giorno di anticipo – un tavolo con tutti gli attori della filiera (dall’Unione petrolifera ai gestori). Effettivamente il differenziale con l’Ue al netto della componente fiscale è arrivato la scorsa settimana su livelli che non si vedevano da anni: a 5,3 centesimi per la benzina e a 5 centesimi per il gasolio, in questo caso il massimo dal 2008.
Da qualche giorno il ministero e chi, come «Mr Prezzi», Roberto Sambuco, a via Veneto si occupa più da vicino delle problematiche legate alla benzina, sono entrati dunque in allarme per il mancato immediato adeguamento al ribasso dei listini. «I margini per un taglio ci sono», spiegano fonti del dicastero. L’aumento del differenziale con l’Europa dimostrerebbe infatti che «la filiera non sta reagendo come dovrebbe reagire». Quindi lo spazio c’è. «Abbiamo come leve i controlli e gli interventi diretti», ha spiegato Corrado Passera, assicurando che il governo «sta lavorando» a uno dei problemi più sentiti dalle famiglie italiane. Ritocchi che però non bastano ai consumatori.
L’Up lancia intanto però l’allarme sul futuro dell’industria di settore, destinata ad «un inevitabile ridimensionamento», per il calo della domanda di petrolio ma anche, in particolare, dei consumi di benzina, che nel 2020 scenderanno sotto al 20% del totale dei carburanti, contro il 47% del 1995. Secondo i petrolieri infatti le auto a benzina continueranno l’inesorabile discesa avviata ormai da tempo: dai 17,8 milioni di unità di oggi si scenderà ai 16,4 milioni del 2020 e ai 15,7 milioni del 2025.
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