L’Imu al 2 per mille: Sacile fa compagnia a Cortina e Portofino

SACILE. Sacile come Cortina d’Ampezzo e Portofino in tema di Imu (l’imposta municipale unica). La decisione dell’amministrazione comunale di fissare al 2 per mille l’aliquota per la prima casa ha portato la città del Livenza alla ribalta nazionale. Se ne è occupato, infatti, sabato scorso anche il quotidiano La Repubblica in una pagina dedicata al fisco e in particolare alla nuova imposta voluta dal governo guidato da Mario Monti. Sacile compare in un elenco di Comuni che hanno deliberato aliquote inferiori al 4 per mille riportata a corredo di un articolo dedicato alle città ad aliquota minima.
«La prospettiva – scrive il quotidiano nazionale – che molti Comuni, come chiede la Lega Nord, portino l’aliquota Imu al minimo per l’abitazione principale non trova riscontro nella realtà. Almeno per il momento. Sono infatti soltanto una ventina i municipi che sinora hanno deliberato un’aliquota inferiore a quella base del 4 per mille: undici sono posizionati sul 2 per mille, mentre sette Comuni hanno preferito la fascia fra il 2 e il 3,9 per mille. Solamente due hanno anche aumentato la detrazione ordinaria: Peschiera del Garda addirittura sino ad annullare l’imposta e Tula sino a 400 euro. Si tratta in gran parte di centri turistici che possono rivalersi sulle seconde abitazioni, come Cortina d’Ampezzo e Portofino. A questo punto, i contribuenti interessati dovranno calcolare l’acconto dell’imposta utilizzando l’aliquota del 4 per mille e poi effettuare il conguaglio del saldo entro il 7 dicembre. Se poi l’acconto versato risulterà maggiore dell’Imu dovuta per quest’anno, gli interessati dovranno ottenere il rimborso di quanto pagato in eccedenza».
Sul pagamento dell’Imu, però, il sindaco di Sacile Roberto Ceraolo ha già messo le mani avanti. «Gli importi dell’Imu sulla prima casa – spiega il primo cittadino – sono di competenza esclusiva del Comune, a differenza di quelli relativi agli immobili diversi, dei quali il 50 per cento finisce nelle casse statali. Per questo avviseremo formalmente anche i Caaf, oltre che i singoli cittadini, che la nostra amministrazione ha deliberato l’aliquota per la prima casa al livello più basso consentito dalla legge (il 2 per mille), invitandoli a tenere conto di ciò sin dal versamento della prima rata, al fine di evitare ulteriori problemi ai già “provati” contribuenti. Non vogliamo, infatti, che i cittadini versino importi non dovuti per i quali si aprirebbero problematiche per la loro restituzione».
Secondo il sindaco della città del Livenza sarebbero molti i casi nei quali verrebbero richiesti versamenti calcolati sull’aliquota base (ovvero il 4 per mille) a proprietari di prima casa che, invece, con l’aliquota minima deliberata dall’amministrazione comunale non sarebbero tenuti a pagare nulla. «Un’ipotesi – ha sottolineato Ceraolo – confermata dalle proiezioni formulate in sede di bilancio di previsione, che stimano una riduzione del gettito da 700 mila euro (qualora di applicasse l’aliquota del 4 per mille) a 90 mila euro (con l’aliquota ridotta al 2 per mille). Per questa ragione riteniamo pienamente legittima la nostra richiesta, assunta con il tanto auspicato buon senso del padre di famiglia».
Mario Modolo
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