Martini: «L’emozione di sentirci salutare dal Papa»

CIMOLAIS. E’rientrato ieri in treno con i figli, dopo aver trascorso qualche ora di relax per le vie di Roma: l’artista di Cimolais Marcello Martini è reduce da un’impresa eccezionale, soprattutto se si pensa che è riuscito ad idearla e realizzarla da solo. Martini ha spinto un carretto con la propria statua del beato Marco d’Aviano per 720 chilometri, «incontrando l’Italia dal basso, quella degli occhi della gente comune, di chi ti vede passare e ti offre un bicchiere d’acqua o si ferma a domandarti cosa stai facendo». Domenica mattina l’opera marmorea, del peso di 120 chilogrammi, è stata benedetta in diretta dal Pontefice, che dal proprio balcone ha salutato «i fedeli del Pordenonese arrivati sin qui con la statua di Marco d’Aviano».
«Ho conosciuto l’Italia autentica e a tutti ho cercato di lasciare un pizzico di speranza parlando del beato Marco e delle nostre magnifiche terre – ha raccontato lo scultore, partito da Cimolais il 25 marzo e giunto nella Capitale con qualche giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia originaria –. Sentire il Papa salutarci è stata un’emozione forte. Tutti noi dobbiamo adottare un santo e fare qualcosa nel nome del nostro “beniamino”. Ci si riempie il cuore di gioia».
«Martini ha vinto lo scetticismo di quanti lo invitavano a desistere. Del resto, il motto di padre Marco è che nulla è impossibile a chi crede», ha commentato il presidente del comitato di canonizzazione del cappuccino avianese, monsignor Umberto Marcuzzi. Domenica, in piazza San Pietro, il comitato ha “inviato” un ospite d’eccezione, ovvero il postulatore della causa, padre Florio Tessari. «Il fatto che il Papa abbia rispolverato l’immagine e il nome del beato ci fa ben sperare in una ripresa del processo di santificazione», ha detto padre Tessari, abbracciando Martini e i sindaci di Cimolais e di Erto e Casso che lo hanno accompagnato nell’ultima tappa. Ora il manufatto è stato impacchettato nella casa romana dei missionari saveriani e presto partirà per l’Africa, in Burundi, dove sarà esposta nella chiesa di Kamenge. Là opera padre Ernesto Tomè da Maniago, devotissimo del primo postulatore della causa, padre Venanzio Renier. Intanto, a Cimolais in agenda c’è una grande festa di paese in onore dell’artista che ha organizzato l’insolito pellegrinaggio.
Fabiano Filippin
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