Beato Marco, il Papa benedice la statua

Lo scultore Marcello Martini ha vinto la sfida. Ieri Benedetto XVI ha pure rivolto un saluto «ai pellegrini del Pordenonese»

CIMOLAIS. E’ stata benedetta dal Papa, che ha salutato «i pellegrini del Pordenonese giunti insieme alla statua del beato Marco d’Aviano»: l’immagine di pietra del cappuccino avianese realizzata dallo scultore di Cimolais, Marcello Martini, è stata benedetta da Benedetto XVI al termine della funzione domenicale di ieri a Roma.

Martini ha stupito anche se stesso, trasportando la statua a piedi dalla Valcellina al Vaticano. Ieri, la diffidenza di familiari e conoscenti è stata superata due volte. La prima sfida vinta da Martini è quella di aver spinto per 700 chilometri un carretto con a bordo un manufatto di quasi un quintale e mezzo. La seconda “vittoria” dell’artista è quella di essere riuscito ad ottenere un saluto dal Papa in persona.

Insieme a lui, ieri nella capitale in piazza San Pietro, c’erano i sindaci di Cimolais, Rita Bressa, e di Erto e Casso, Luciano Pezzin, e alcuni residenti dell’Alta Vacellina. L’iniziativa è stata voluta e portata avanti dallo scultore. A sostenerlo sono stati Rita Bressa e pochi amici, che per quattro settimane hanno monitorato il viaggio a distanza. Un aiuto logistico è stato fornito dal comitato di canonizzazione del beato Marco d’Aviano, presieduto da monsignor Umberto Marcuzzi. E’ stato proprio il comitato, due anni fa, a commissionare a Marcello Martini un’opera del cappuccino da inviare in Africa.

L’artista ha voluto andare oltre, quando ha saputo che in vita padre Marco non era mai stato a Roma. «Lo porterò io in spalla», aveva detto Martini nel 2010, e tutti pensarono di trovarsi di fronte ad una boutade. Invece, partito da Cimolais lo scorso 25 marzo, il valcellinese ha seguito percorsi alternativi, cambiando spesso tabella di marcia per aggirare impervietà, strade troppo trafficate e città.

Sul suo cammino sono stati tanti, e molto spesso singolari, gli incontri e i contatti. L’arrivo era previsto nella capitale per sabato, ma lo scultore è giunto con ben tre giorni di anticipo. I frati cappuccini e i missionari saveriani hanno trovato nell’iniziativa una nuova occasione di collaborazione, visto che ora l’immagine di padre Marco d’Aviano sarà spedita a padre Ernesto Tomè da Maniago. Padre Ernesto è operativo a Kamenge, una poverissima parrocchia del Burundi.

Ieri sera, intanto, Martini è rientrato a casa con i volontari della protezione civile e i due sindaci dell’Alta Valcellina. Nei prossimi giorni, a Cimolais sarà organizzata una festa di paese per il nuovo “eroe” della zona. E ora non è detto che l’artista non organizzi un viaggio in Burundi per consegnare di persona il manufatto ai fedeli africani. In agenda c’è anche una pubblicazione che raccolga memorie e aneddoti di queste 4 settimane di cammino tra le vie d’Italia.

Fabiano Filippin

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