«Qui un universo infinito: non si finisce mai d’imparare»

Giovani, turisti, studiosi e docenti si dividono fra il teatro e la piazza Frequentati i corsi di origami e si gioca a Mah-Jong. In molti scelgono l’Ikebana

Udine 21 aprile 2012 . piazza matteotti laboratori origami . Telefoto Copyright Petrussi Foto Press /Bressanutti
Udine 21 aprile 2012 . piazza matteotti laboratori origami . Telefoto Copyright Petrussi Foto Press /Bressanutti

UDINE. Una città viva e ricca di appuntamenti, tutti dedicati al Far East. Chi non era in sala al teatro a seguire le proiezioni, si è goduto il sole, comparso nel pomeriggio, per partecipare alle tante attività organizzate in centro. Piazza San Giacomo è stata invasa da bambini e adulti che hanno frequentato i laboratori di origami: dragoni, panda, gru, scatolette che nascono dalle pieghe della carta. Altri hanno giocato al Mah–Jong gigante, un gioco cinese a metà tra il domino e la scala quaranta.

Altri ancora hanno imparato a decorare la casa secondo l’arte dell’Ikebana, ovvero composizioni con i fiori recisi, fili d’erba e rami. Alcuni hanno scelto anche il laboratorio di fotografia a cura di Flickr e quello di cartoline tenuto dall’associazione Modo. Spazio poi alle arti marziali, ai laboratori di cucina, all’aperitivo giallo e alle serate del Feff, ma non prima di aver assistito alle proiezioni al teatro, dove il pubblico arriva da tutto il mondo. Tra i tanti spettatori, c’erano tre amici tedeschi e lituani. «Siamo volontari europei – raccontano Maria Rutkanskaite, Tino Kirste e Daniela Altmann – e viviamo a Pordenone. Ci piace il cinema e cinquanta chilometri non sono un ostacolo se il premio è vivere dentro un mondo diverso, più forte e più artistico di quello abituale».

L’udinese Chiara Cavagnin segue il festival da 14 anni. «È l’occasione per conoscere persone nuove che provengono da emisferi diversi – racconta – e grazie ai film possiamo imparare tanti aspetti della cultura orientale». La città si rianima in questi giorni, secondo Claudio Tessitori. «Ci sono una serie di eventi e di appuntamenti da seguire – spiega – purtroppo quest’anno l’organizzazione sembra risentire dei tagli alla cultura e della crisi economica, magari un’idea per il prossimo anno sarebbe quella di allestire un infopoint per i turisti anche a Teatro e, perché no, un angolo di prodotti locali». Tanti gli appassionati di cinema in sala, come Giorgio Giudici, Silvia Rinaldi e Francesco Canedoli, bresciani.

«Ci dedichiamo alle proiezioni durante il giorno – spiegano - e la sera, se non siamo troppo stanchi, ci godiamo la città». C’è chi anche è a Udine per lavoro, come il docente di storia del cinema dell’Università di Bologna Gabriele Veggetti. «Vengo a Far East dalla prima edizione – racconta – perché la selezione di film offre uno spaccato interessante della cultura asiatica ed è un punto di riferimento in Italia e in Europa per il film che arrivano dall’Est del mondo».

Daniela Belato e Giuseppe Lomuscio studiano cinese e giapponese all'Università di Napoli. «L’ateneo ha una convenzione per il Far East – dicono – e noi ne approfittiamo per esercitarci con le lingue, mentre continuiamo a scoprire un universo fatto di storia, tradizioni e cultura, da cui non si finisce mai d’imparare».

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