Villanova rinuncia al carro per il Carnevale
SAN GIOVANNI AL NATISONE
Per anni hanno stupito con i loro favolosi e fantasiosi carri allegorici ponendosi ai vertici delle maggiori sfilate carnevalesche della regione vincendo tutto quel che c’era da vincere, compreso il Carnevale isontino, trittico delle sfilate di Gorizia, Romans e Monfalcone, per tre anni di seguito, ma ora la parrocchia di Villanova dello Judrio vuol cambiare la fisionomia del «fare Carnevale».
Non più carri allegorici, ma gruppi mascherati a tema mantenendo comunque inalterati gli elementi giocosi, fantasiosi e di divertimento che da sempre contraddistingono l’affiatato comitato parrocchiale. «Abbiamo a lungo riflettuto, spiega il diacono artefice del Carnevale, Renato Zof - e il gruppo ha deciso di voltare pagina. Avevamo già vinto tutto e con questo non vogliamo sottovalutare alcuno, ma oltre al desiderio di trovare nuove sfide si sono aggiunte alcune difficoltà, da quella economica che investe tutti a quella logistica. A tutt’oggi non siamo in grado di trovare un capannone che possa garantire la costruzione dei carri. Non dimentichiamo poi la grande responsabilità che ricade sugli organizzatori e la burocrazia. Il gruppo, forte di oltre 200 persone fra ragazzi e adulti, vuole mantenersi agli alti livelli trovando un nuovo modo di rappresentare il Carnevale e restare ai vertici delle sfilate. La prova del 9 l’avremo domenica 5 febbraio a Villanova, dove speriamo di ottenere il consenso del pubblico per questa nuova strada. Resta un segreto il tema di questa edizione della sfilata, ma a quanto pare l’entusiasmo non manca».
Giorgio Mainardis
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