Ideal Standard, presentate le richieste dei sindacati

L’azienda si è riservata di rispondere alle istanze di Femca, Filcem e Uilcem. Convocato per oggi un nuovo incontro nello stabilimento di Orcenico

ZOPPOLA. Confronto avviato e subito sospeso in Ideal Standard tra azienda e sindacati. Femca Cisl, Filcem Cgil e Uilcem Uil hanno avanzato le proprie richieste e proposte in tema di organizzazione del lavoro, orari, pause, mensa e anche la questione della redistribuzione della quota di contributo regionale destinata all’azienda ai lavoratori, ma la dirigenza di Ideal Standard non era nelle condizioni di dare una risposta immediata e si è riservata di comunicare la propria posizione nel volgere di ore, pare già oggi, e quindi l’incontro è stato sospeso e aggiornato.

La trattativa, in sostanza, va avanti con l’obiettivo di arrivare rapidamente ad un’intesa. Se questa sia possibile già nella giornata odierna dipenderà dalle aperture dell’azienda, anche in relazione alla quota di contributo regionale che, fanno sapere i sindacati, è una «parte importante del ragionamento».

L’incontro di ieri si era reso necessario per discutere nel merito di come contemperare le esigenze dei lavoratori con quelle dell’organizzazione del lavoro prevista dai contratti di solidarietà, con una proposta di Ideal Standard di concentrare la produzione su tre giorni consecutivi della settimana, e fermare lo stabilimento per i restanti. Questo pone una serie di questioni inerenti, ad esempio, le pause e la fruizione della mensa sia per i lavoratori del turno mattutino che di quelli del turno pomeridiano.

Questioni poste dai sindacati e di cui l’azienda ha preso atto, non sbilanciandosi però sull’accoglimento o meno delle proposte. Stessa cosa per il contributo regionale, due euro l’ora per ciascun lavoratore di cui il 60 per cento al dipendente e il 40 all’azienda, rispetto al quale Femca, Filcem e Uilcem hanno avanzato la richiesta di destinare l’intera somma, e quindi anche quel 40 per cento che spetterebbe a Ideal Standard, agli operai.

C’è poi un altro fronte sul quale i sindacati intendono muoversi: «Ovvero realizzare un accordo di programma in grado di creare una competitività di vantaggio utile a radicare Ideal Standard sul territorio – spiega Franco Rizzo, segretario provinciale della Femca Cisl – e quindi mantenere il sito produttivo di Orcenico. Rispetto a questo – prosegue – immaginiamo un ruolo importante per l’Unione degli industriali affinchè diventi un centro di coordinamento per definire questo accordo, a oggi mai realizzato in Friuli Venezia Giulia con le caratteristiche che immaginiamo.

Dobbiamo riconoscere che abbiamo un problema – ancora Rizzo –, ovvero la necessità di garantire che Ideal Standard rimanga sul territorio, e in relazione a questo secondo noi diventa necessario definire una competitività di vantaggio tale da rendere conveniente, per il gruppo, mantenere una presenza produttiva importante in provincia di Pordenone».

Accordi di programma in Italia già ne sono stati fatti, ma non nei termini che il sindacato immagina e che non può prescindere «dall’investimento di risorse finalizzate. Penso per esempio al fondi Faf, che possono rappresentante un’occasione se vincolati allo sviluppo e all’incremento dell’occupazione. Nel caso di Ideal Standard, la stabilità occupazionale può già essere letta come un incremento».

Su questo il sindacato intende avviare un confronto con l’azienda e le istituzioni avendo Unindustria come centro di coordinamento. «Una sfida non facile, ma possibile».

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