Un altro Parco fotovoltaico al posto della temuta discarica

La svolta verde del Gruppo Midolini cancella il progetto della discarica Ifim “Di là de Tor”. Nell’area dell’ex cava nascerà un parco fotovoltaico all’avanguardia in grado di fornire alla rete 3...

La svolta verde del Gruppo Midolini cancella il progetto della discarica Ifim “Di là de Tor”. Nell’area dell’ex cava nascerà un parco fotovoltaico all’avanguardia in grado di fornire alla rete 3 megawatt picco. La firma per l’affidamento del progetto preliminare è stata posta mercoledì e, a breve, prenderà il via l’iter autorizzativo.

A mettere la parola fine a una questione che da tempo suscitava il malcontento dei cittadini (sono due i Comitati nati per ostacolare la discarica), è stata Raffaella Midolini, titolare dell’Ifim, ieri a margine dell’annunciata inaugurazione del Parco fotovoltaico di San Gottardo. «Questo è un impianto costruito su un terreno non agricolo che segna la riconciliazione con il territorio – ha evidenziato Mattia Chizzola, consigliere delegato della Sofim che, da neolaureato, aveva lavorato proprio sui medesimi terreni di San Gottardo –. Venticinque anni fa l’intuizione di Lino Midolini ha segnato il passaggio dall’attività estrattiva alla green economy con la produzione di energia elettrica dal biogas che si sprigionava dalla discarica». Infatti, all’attività estrattiva (cui si associava la lavorazione della ghiaia) era seguita la creazione di una discarica in cui sono confluiti prima inerti e poi rifiuti solidi urbani. «La costruzione del Parco fotovoltaico – ha aggiunto Chizzola – segna la chiusura di un cerchio con la restituzione al territorio di quello che negli anni, pur offrendo un servizio indispensabile alla comunità, era stato tolto».

Un investimento di 3 milioni di euro, ammortizzato in 7 anni, garantirà una produzione annua di circa un milione 700 mila chilowattora grazie ai 6.400 pannelli fotovoltaici di silicio policristallino installati. Ma il Gruppo Midolini oltre a pensare all’ambiente ha voluto incidere anche sull’economia. «Tutte le maestranze che hanno collaborato al Parco fotovoltaico sono friulane – ha rimarcato Midolini –, una scelta che ha ripagato i nostri sforzi perché i lavori sono stati eseguiti a tempo di record: appena un mese e mezzo. E mercoledì è iniziata la produzione di energia elettrica: in un solo giorno abbiamo messo in rete 1500 chilowattora». L’impianto offre un doppio vantaggio: sarà liberata in atmosfera una tonnellata in meno all’anno di anidride carbonica e l’energia prodotta «rimarrà in città – come ha spiegato Michele Cossa, progettista dell’opera –: collegandosi all’impianto attraverso l’anello di Udine est non farà più di 50 chilometri prima di essere utilizzata riducendo al minimo le perdite generalizzate del sistema che si stimano essere intorno al 10 per cento».

All’inaugurazione, oltre al presidente della Provincia Fontanini, al sindaco Honsell e al questore Tozzi, anche il capostipite del Gruppo, Lino Midolini. «In questi siti - ha detto - sono passati gli amori di tutto il Friuli perché non abbiamo portato qui soltanto rifiuti, ma anche la passione per zone bellissime».

Michela Zanutto

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