«Vietare il parco del Torre ai cacciatori»

Manifestazione degli ambientalisti davanti alla Regione. «La situazione nell’area verde è pericolosa»
Udine 14 novembre 2011. filobus rodari Tefoto Copyright PFP/TURCO
Udine 14 novembre 2011. filobus rodari Tefoto Copyright PFP/TURCO

No alla caccia nel parco del Torre». È l’appello ribadito ieri con una protesta lampo davanti alla sede della Regione da Wwf, Lav, comitati della zona e amanti del parco. «La presenza di cacciatori rende meno sicura quell’area», hanno detto i manifestanti. «Chiediamo il divieto della caccia nell’area golenale – ha spiegato Roberto Pizzutti, presidente regionale del Wwf – ma anche in quelle limitrofe, sempre lungo il torrente, nei Comuni di Remanzacco, Pradamano e Povoletto. Tutte zone con le stesse valenze ambientali e frequentate da gente che vi si reca per correre a piedi o in bici o semplicemente per godersi il paesaggio e la natura».

I cacciatori che battono la zona del Torre vanno in cerca soprattutto di fagiani e lepri, anche se non è raro incontrare caprioli e cinghiali. A sostegno delle proprie richieste, il Wwf ha portato una pronuncia della Corte costituzionale con la quale, già qualche tempo fa, fu bocciata la legge regionale che aveva esteso alla pianura il titolo di zona faunistica delle Alpi e per effetto della quale la fascia interdetta alla caccia avrebbe dovuto essere ampliata dal 10-20 al 20-30 per cento di territorio. «Nei giorni scorsi avevamo organizzato una manifestazione nel parco del Torre, ma le autorità l’hanno interdetta perché la compresenza con i cacciatori sarebbe stata troppo pericolosa – ha continuato Pizzutti –. Se una trentina di persone con cartelli e striscioni è in pericolo perché potrebbe essere colpita da qualche colpo vagante, allora che dire dei cani o, peggio, di ciclisti e corridori?».

Secondo le stime della Lega antivivisezione (Lav), nel 2010 sono state 37 le morti accidentali causate dall’attività venatoria e 70 i feriti. «Non esito a definire quella del parco del Torre una situazione drammatica – ha aggiunto Rita Zamarian, responsabile udinese della Lav –: i cacciatori sparano con persone che passeggiano nella medesima area. E le battute di caccia non si limitano alla fauna stanziale, ma puntano anche agli ungulati per i quali si usano cartucce che hanno una gittata che arriva fino a 2 chilometri».In particolare nel fine settimana, i colpi dei cacciatori rimbombano e c’è già qualcuno che, impaurito, rinuncia alla passeggiata. «Quando propongo in famiglia di andare del parco, l’invito è declinato per paura», ha raccontato Pietro Felice Petrucco, portavoce del Comitato San Gottardo. (m.z.)

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