Tondo: via ai tagli agli sprechi in Regione

MAGNANO IN RIVIERA. Sì a un tavolo aperto alle opposizioni sulle riforme; sì al taglio dei consiglieri regionali e ai loro stipendi, sì all’accorpamento o all’eliminazione di tutta una serie di enti intermedi come Frie, Erdisu e Confidi e sì al taglio delle Province e alla riforma sanitaria. E ancora: sì alla soppressione delle Province. Ma serve responsabilità da parte di tutti: maggioranza e opposizione; sindacati e associazioni di categoria; stampa e televisioni.
Mancano soltanto i numeri alla “riforma” che Renzo Tondo presenterà martedì 27 settembre, in consiglio regionale. Numeri che il presidente della Regione Fvg non ha voluto anticipare neppure ieri, alla tavola rotonda dedicata a «Il prezzo della politica», promossa a Magnano in Riviera dalla Cisl Friuli Venezia Giulia. Un dibattito – oltre a Tondo, c’erano il segretario generale Cisl Raffaele Bonanni; quello Fvg, Giovanni Fania; il capogruppo Pd in consiglio regionale, Gianfranco Moretton; Salvatore Palermo (vicepresidente Fvg Confindustria); Donato Riccesi (presidente Ance); Graziano Tilatti (presidente Confartigianato); Enzo Gasparutti (presidente Legacoop) e Franco Rigutti (presidente Confcommercio), tutti intervistati dal direttore del quotidiano Il Piccolo, Paolo Possamai – diventato attuale soltanto adesso «che la barca affonda».
«La manovra di Penelope – di giorno disfava quanto fatto la sera prima – non è riuscita a fare piazza pulita di un sistema che continua a colpire, con le tasse, chi ha meno – ha detto in apertura di lavori Giovanni Fania –. L’Italia non può permettersi più simili scelte; la mancanza di coraggio di governa; la difesa a oltranza di situazioni non più sostenibili: dalle Province ai piccoli Comuni, dagli stipendi ai vitalizi d’oro, agli enti di secondo livello creati solo per trovare un posto ai trombati. L’Italia ha bisogno di un accordo bipartisan». Gli applausi si sprecano fra i 700 presenti: dopo anni di promesse (non si contano più le riforme dimenticate nei cassetti e usate solo per raccattare voti) sembra che qualcosa possa cambiare «se dalle parole si passa ai fatti – ha fatto eco Moretton –: l’opposizione ha presentato una proposta di legge sui costi della politica a ottobre del 2010».
E allora ecco i fatti: il «già fatto» e quello che si vorrebbe «fare». Microfono a Renzo Tondo: «Ho chiuso l’Irfop, l’Esa, la Segreteria generale straordinaria per il terremoto, l’Ente regionale per i migranti, le Comunità montane (non soppresse, ma senza le risorse e gli amministratori di prima). Ho riorganizzato il tutore dei minori e il difensore civico (citati dal capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Gianfranco Moretton), che «nella precedente legislatura guarda caso erano presieduti dal primo dei non eletti della Margherita e dei Ds; esempio di posti assegnati ai “trombati” – ha aggiunto invitando tutti a dare l’esempio e a meditare sui propri errori –. Serve responsabilità perchè resistenze ci saranno a tutti i livelli, sia in maggioranza sia all’opposizione, sia fra i sindacati (guarda caso Comparto Unico) sia fra le associazioni. È pacifico che quando si dirà che si deve chiudere quell’azienda sanitaria piuttosto che un’altra sarà bagarre (il presidente non è entrato nello specifico di una eventuale chiusura), ma qui dobbiamo pensare che ci si salva soltanto se remiamo tutti dalla stessa parte. C’è bisogno di coraggio di forti cambiamenti nel nostro come nei vostri mondi. E allora per quanto mi riguarda il 27 farò una serie di proposte, per avviare un dibattito che porti a una riforma da rendere operativa già con la prossima legislatura. Riforma che riguarderà il numero dei consiglieri regionali (si dice 48 ma anche questo numero non è stato confermato) e il pacchetto delle loro indennità («quando parlo di stipendio intendo tutto il pacchetto stipendio e rimborsi); e con essi tutta una serie di situazioni intermedie che sono i veri costi della politica: Confidi, Frie, Erdisu». Sull’abolizione delle Province, Tondo ha infine rivendicato una posizione al di sopra di ogni sospetto, ricordando di essere stato contrario alla quinta provincia, quella della Carnia proposta da Illy e Moretton. Così come si è detto disponibile ad una riforma della sanità, che vale più della metà del bilancio della Regione.
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