
«Pronto, vigili del Fuoco»: dodici ore in prima linea tra fiamme, frane e il cuore dei soccorsi che non dorme mai
Elisa MichellutSiamo entrati nella sala operativa di Udine e sui luoghi delle emergenze: viaggio nel cuore dei soccorsi friulani, dove la rapidità è l’unica legge e la carenza di organico si batte con lo spirito di squadra
«Pronto, vigili del fuoco». Gli operatori prendono appunti, fanno domande a chi, dall’altro capo del filo, sta chiedendo aiuto: dove si trova? Cosa vede? Ci sono feriti? Una manciata di secondi dopo i mezzi di soccorso sfrecciano fuori dalla caserma di via Popone, a sirene spiegate.
Gli interventi
Sono le 21 e a Bertiolo, in via Grande, un incendio sta interessando una canna fumaria. L’intervento è impegnativo. Sul posto, oltre alla squadra di Udine, ci sono i volontari di Codroipo. Arriva l’autoscala dal comando provinciale.

La canna fumaria è ostruita da fuliggine e detriti. Il fumo è denso e scuro. Dopo mezzanotte i vigili del fuoco rientrano al comando. Nel pomeriggio, un’altra squadra era intervenuta in città, in viale Palmanova, per del fumo che era stato visto uscire dal motore di un’auto. Un intervento risolto rapidamente. Noi del Messaggero Veneto, mercoledì, abbiamo potuto osservare da vicino il lavoro dei pompieri, una vita tutta al servizio della gente.
La sala operativa
La sala operativa riceve le chiamate che arrivano dal Numero unico di emergenza Nue 112 e successivamente, sulla basa del territorio interessato, le smista ai vari distaccamenti. Mercoledì, dalle 16 alle 21, spiegano Alberto Della Stua, vigile coordinatore, e Diego Rigali, vigile esperto, gli interventi sono stati una decina in provincia di Udine. Tre quelli più impegnativi: due frane, una lungo la statale 13, a Resiutta, e l’altra lungo la provinciale 76, all’altezza del lago Predil, e la canna fumaria a Bertiolo.
«Quando una chiamata di soccorso arriva al Nue viene smistata sulla base della tipologia di intervento e della competenza territoriale – spiega Armando Medeot, capo squadra esperto –. L’operatore raccoglie tutte le informazioni necessarie per organizzare l’uscita nel miglior modo possibile. La tempestività è la parola d’ordine. Dopo la partenza, la sala operativa continua a fornire ai colleghi informazioni utili».
La sala crisi
Quattro le postazioni di cui dispone la sala operativa. In condizioni di soccorso ordinario gli operatori in servizio sono due. All’occorrenza vengono attivate tutte le quattro postazioni e, se non bastano, vengono rese operative anche le altre quattro della sala crisi, per un totale di otto in tutto. «La sala crisi viene attivata quando la capacità operativa e il personale in servizio non sono sufficienti – chiarisce Daniele Iacumin, capo reparto con funzione di capo turno –. In caso di necessità i turni vengono raddoppiati. È faticoso ma la soddisfazione di poter aiutare le persone in difficoltà è impagabile per chi svolge il nostro mestiere».
In casi di emergenza, il personale raddoppia il turno e può essere fermato in servizio. Una condizioni di stress non indifferente, con tutto ciò che ne consegue.

La colonna mobile
In caso di macro emergenza si fa riferimento alla Direzione regionale, alla quale viene chiesto supporto per quanto concerne i moduli della colonna mobile proveniente da altri comandi. «Tra i compiti del Corpo nazionale c’è anche quello di dare una pronta risposta alle calamità che si verificano su tutto il territorio nazionale – precisa l’ispettore antincendi Matteo Cavanna –. Dal Fvg siamo sempre pronti a partire. I tempi di risposta, in caso di emergenza, si attivano con la massima rapidità».
I numeri del comando
Sono in tutto 290 (250 operativi) i vigili del fuoco in servizio, con incarichi diversi, al comando provinciale di Udine, dal quale dipendono 19 sedi operative: sei distaccamenti permanenti (Cervignano, Latisana, Tarvisio, Gemona, Cividale e Tolmezzo) e 11 distaccamenti volontari (Codroipo, Cividale, dove c’è anche il permanente, Cercivento, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Lignano, che durante l’estate diventa permanente, Paularo, Pontebba, Rigolato e San Daniele. Si lavora su quattro turni (A, B, C e D) di 12 ore ciascuno, con copertura h24, dalle 8 alle 20 e dalle 20 alle 8, 365 giorni l’anno.

I mezzi in servizio sono 286 per tutte le 19 sedi. Il personale in servizio è poco, si parla del 20-30% in meno per quanto concerne tutte le mansioni, compresi i tecnici e il personale amministrativo. Una professione che implica coraggio, spirito di squadra e la volontà di rischiare la propria vita per proteggere persone, animali, beni e anche l’ambiente. Una scelta di vita che unisce professionalità tecnica a una forte componente emotiva e di servizio alla comunità.
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