Dalle tele dei Tiepolo alla passerella: a Gemona rinasce l'eleganza del Settecento
Successo per il progetto "Tac" all'istituto D'Aronco: gli studenti del Made in Italy diventano costumisti teatrali. La mostra resterà aperta fino al 20 maggio

Il Settecento veneziano rivive all’Istituto superiore Raimondo D’Aronco grazie al progetto “Tac-Tiepolo Arte Costume”. Ha già ottenuto un riscontro straordinario, a pochi giorni dall’inaugurazione, la mostra “Intorno all’abbigliamento: leggerezza e rigore. Viaggio didattico ed educativo nel secolo dell’eleganza”, svoltasi sabato scorso nella scuola di Gemona.
Il cuore dell’iniziativa era stato anticipato il giorno prima da un seminario in auditorium, nel quale gli studenti dell’indirizzo Made in Italy hanno incontrato due “giganti” del teatro musicale internazionale: il sarto teatrale Filippo Guggia e il costumista Giuseppe Palella.
L’incontro, che ha coinvolto in presenza gli allievi dell’Isis Ceconi di Udine e in streaming quelli dell’Isis Galilei-Cossar di Gorizia, ha trasformato la scuola in un vero laboratorio di ricerca. I relatori hanno guidato i ragazzi attraverso la lettura dell’abito storico attraverso le tele di Giambattista, Giandomenico e Lorenzo Tiepolo, affrontando il concetto di reinterpretazione scenica, ossia come trasformare un dipinto in un costume teatrale vivo. Non sono mancati momenti dedicati alla costruzione sartoriale, tramite i segreti della storica Sartoria Tirelli di Roma (raccontati da Guggia) e le visioni estetiche di Palella.

La cerimonia di sabato, poi, ha visto la partecipazione dei dirigenti scolastici dei tre istituti coinvolti, a testimonianza di una rete educativa solida e sinergica. Tra le autorità presenti, sono intervenute Patrizia Pavatti (Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia Servizio istruzione, orientamento e diritto allo studio) e Francesca Bassi per la Regione, accanto ai rappresentanti del Comune di Gemona: la vicesindaca Flavia Virilli e l’assessora Raffaella Zilli. Ha partecipato, inoltre, l’associazione In Arte Buri. Numeroso il pubblico accorso che ha decretato il successo di un’esposizione che, restando aperta fino al 20 maggio, permetterà di ammirare gli abiti realizzati e indossati dagli studenti stessi.

«Un connubio perfetto tra studio filologico e creatività, capace di attirare l’attenzione dei media – osserva il dirigente Nicolò Basile –: il progetto Tac e il Festival del Tiepolo sono infatti approdati per ben tre volte sui principali quotidiani nazionali, confermando la rilevanza dell’iniziativa ben oltre i confini regionali». Il progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione Itineraria e finanziato dalla Regione, «ha dimostrato come il costume non sia solo un accessorio, ma un linguaggio capace di raccontare l’identità europea – aggiunge Basile –. Grazie al sostegno dell’assessora regionale Alessia Rosolen, gli studenti hanno vissuto un’esperienza diretta con il mestiere vivo del teatro, trasformando la teoria in manufatti di altissimo pregio artistico».
E quindi conclude: «Il successo di pubblico e la risonanza sulla stampa nazionale hanno confermato che la sinergia tra istituzioni, artigianato e scuola è la chiave per formare i professionisti del futuro, custodi di un sapere antico che continua a dialogare con la contemporaneità».
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