Il peso leggero dei 60 anni nel nome del gigante Zoratti

UDINE. Il “peso” dei sessant’anni: un peso leggero per chi di pesi, oramai, se ne intende. Anzi, ne ha fatto scuola. Si è così ritrovata – sabato 18 novembre – l’Associazione Pesistica Udinese, lo scopo quello di celebrare i sessant’anni di onorato servizio nel panorama sportivo regionale, anzi nazionale.
L’ha fatto al PalaBenedetti, dimora storica del sodalizio, sin dalla fine degli anni ’50. L'ha fatto nel doveroso ricordo di Marcello Zoratti, eterno presidente di una creatura venuta sì alla luce sì nel 1963, ma nata ancor prima grazie all’intuito di alcuni giovani visionari, amici le cui vicende ora riecheggiano tra le pagine del libro scritto dal giornalista Francesco Tonizzo.
Presentata per l’occasione, l’opera ha fatto da lieta cornice all’evento: vi hanno assistito amici, autorità, atleti. La famiglia di Zoratti, allargata e stricto sensu.
Ad aprire quindi la girandola di interventi Luca Zoratti, figlio del compianto Marcello, scomparso in primavera: «Papà sarebbe stato felice di questa giornata.
La stessa pubblicazione firmata da Tonizzo per lui aveva un duplice significato: in primis legato al sacrificio e all’impegno, a come questi valori possano portare a grandi risultati. E poi voleva essere un lascito, un attestato della sua carriera sportiva».
Carriera brillante, vissuta prima da atleta, poi da tecnico, da dirigente. Da uomo simbolo del mondo dei pesi. Riconosciuto in quanto tale, Zoratti senior è stato pertanto salutato, tramite video, dal presidente federale Antonio Urso, di persona da figure istituzionali, colleghi, fratelli, allievi e “discepoli”.
«Ci sono persone che diventano grandi grazie allo sport – le parole di Enzo de Denaro in rappresentanza del Coni Fvg –, ma ci sono anche persone grazie alle quali uno sport diventa importante: Marcello è stato questo tipo di persona».
Dal Comune di Udine i pensieri del consigliere Lorenzo Patti, dell’assessora allo sport Chiara Dazzan. Poi ecco Flavio Pressacco: «Marcello straordinario interprete della modernità della società friulana di quel tempo», ma anche un commosso Claudio Bassi, fra i primi atleti della Pesistica, negli anni ’60.
Seduto, in ascolto, Vanni Lauzana, campione fra i campioni del settore, fiero portabandiera del territorio. Quindi la voce del maestro Ernesto Zanetti: «Da Marcello ho imparato tutto, è stato la mia guida».
Infine, tra istantanee di un passato riemerso con orgoglio, la promessa del padrone di casa Lucio Coccolo: «Porteremo avanti questo progetto sportivo». Da qui ai prossimi sessant’anni.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto







