Sting torna con The Last Ship, stavolta alla Met Opera

Dopo il flop a Broadway nel 2014, l'ex Police non demorde

(di Alessandra Baldini) (ANSA) - NEW YORK, 09 GIU - Sting ci riprova dopo il flop a Broadway: l'ex frontman dei Police, che nel 2014 non riuscì a salvare dal naufragio la sua opera The Last Ship pur essendo entrato personalmente nel cast, riporta da oggi una nuova versione dello spettacolo nel tempio della lirica di New York, la Metropolitan Opera, dove verrà rappresentata nove volte nell'arco di sei giorni fino al 14 giugno. "The Last Ship rifiuta di affondare", scrive oggi il New York Times che ha intervistato Sting alla vigilia della prima: "La maggior parte delle opere teatrali non funziona del tutto e poi non le vediamo più", ha dichiarato il 74enne ex frontman dei Police che anche stavolta torna sul palco nel ruolo del protagonista: "Ma non confondo il successo commerciale con l'eccellenza artistica, e ho la fortuna di potermi permettere di mettere alla prova questa teoria". Nel 2014 fu una debacle: anche con Sting in scena, lo spettacolo fu costretto a chiudere dopo 105 repliche, causando ai produttori una perdita di 15 milioni di dollari. Dopo il fiasco di Broadway, tuttavia, The Last Ship ha continuato a girare il mondo, da Salt Lake City, a Toronto, dalla Finlandia al Regno Unito dove nel 2018 ha riscosso grande successo. Nel 2020 un tour negli Usa fu interrotto prematuramente dal Covid. Ora il banco di prova e' alla Met Opera, dopo recenti allestimenti ad Amsterdam, Parigi e Brisbane. La nuova produzione, ispirata come l'altra a episodi realmente accaduti, ha un nuovo libretto, nuove canzoni di Sting, un nuovo set e un nuovo regista, Leo Warner al posto di Joe Mantello. Sting ha la parte di Jackie White, l'anziano capocantiere di Wallsend, la cittadina del Tyne and Wear dove nel 1951 è nato il cantante che allora si chiamava Gordon Sumner. Il cantiere navale dove lavora Jackie sta per chiudere, ma gli operai si ritrovano per occupare i docks e costruire una "ultima nave" da mandare in giro per il mondo. "I personaggi fanno parte di me: sono tutti frammenti della mia storia, aspetti della mia personalità", spiega Sting al Times: "Ho avuto un successo straordinario, ma l'ho raggiunto grazie al duro lavoro, e questa etica del lavoro l'ho ereditata dalla comunità in cui sono cresciuto. Sento che, raccontando la storia della mia comunità in modo rispettoso e dignitoso, sto in qualche modo restituendo un debito". Anche se la Met Opera ha messo in scena opere con star musicali in passato, come gli Who in 'Tommy' (1970), è la prima volta che offre il suo palcoscenico per un musical di Broadway, una scelta legata anche ai conti da anni in profondo rosso del tempio della lirica, aggravati dall'uscita di scena dell'Arabia Saudita che aveva promesso 200 milioni di dollari alle casse del teatro. Sting e' il primo ad approfittarsi della disponibilita' di offrire il palcoscenico ad artisti pop nei mesi in cui la lirica tace. (ANSA).

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