Pozzuolo ricorda la fine di Cesare davanti al “suo” pozzo in piazza

POZZUOLO. A nessuno finora, a Pozzuolo del Friuli, era venuto in mente di commemorare l’assassinio di Giulio Cesare, il cui pozzo – dal quale, pare, derivi il nome del paese – si dice sia stato...

POZZUOLO. A nessuno finora, a Pozzuolo del Friuli, era venuto in mente di commemorare l’assassinio di Giulio Cesare, il cui pozzo – dal quale, pare, derivi il nome del paese – si dice sia stato scavato proprio dal conquistatore della Gallia, come si legge in un’iscrizione incisa sulla “vera” del pozzo stesso.

In occasione dell’anniversario numero 2060 di quel drammatico evento, ci ha pensato il “Fogolâr civic” a riportarlo alla memoria.

Gli aderenti all’associazione presieduta da Albert Travain si sono ritrovati attorno allo storico manufatto, in piazza, assieme a studiosi e ad amministratori.

«Il pozzo è simbolo interculturale di comunità e di rapporto con il passato, di relazione ideale con gli antenati – ha spiegato il Movimento civico culturale alpino adriatico –: per la prima volta si è ricordato a Pozzuolo l’assassinio del leggendario padre del Friuli, il fondatore mitico di “Forum Iulii” quadrivio di popoli e cuore d'Europa».

Presenti alla cerimonia anche referenti del Circolo universitario friulano “Academie dal Friûl”, in accordo con la Federazione provinciale udinese dell’Istituto del Nastro azzurro e con il Club per l’Unesco di Udine, il pozzo è stato decorato con una dedica floreale.

Travain era accompagnato dal referente territoriale, tenore Gianfranco Savorgnan, e dal critico romano Alfredo Barbagallo.

Sono intervenuti pure lo studioso locale Marco Chiavon, il presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, e l’assessore pozzuolese Greta Rodaro.

La delegazione si è poi messa in viaggio per Cividale al fine di rendere omaggio alla statua del “padre” Giulio Cesare, «associato quest’anno – ha spiegato ancora l’associazione – agli onori popolari alla memoria di Giulio Regeni, eroico figlio del Friuli, gloriosissimo martire di libertà civica e accademica». (p.b.)

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