La solidarietà di Pamela Pezzutto

BRUGNERA. Il caso rappresentato da Giada Rossi, brillante interprete del tennistavolo a livello internazionale, ha un prestigioso precedente in provincia di Pordenone.
Dal 2008 al 2013, infatti, si è consumata la carriera sportiva di Pamela Pezzutto, tetraplegica di Brugnera, protagonista ai campionati europei e mondiali come alle Paralimpiadi.
Pamela, oggi felice moglie di Giuseppe Cossi, fratello del noto disegnatore Paolo, e felice madre del piccolo Arthur, a 20 anni ancora da compiere rimase vittima di un grave incidente stradale durante una serata trascorsa in compagnia di amici. Era il 2001 e da allora la sua esistenza si svolge su una carrozzina.
Nel 2008, tesserata per la Polisportiva San Giorgio di Porcia come Giada Rossi, ha cominciato a vincere importanti tornei di tennistavolo tanto da meritare la presenza fissa nella nazionale italiana.
Pamela si è aggiudicata il campionato italiano di singolo classe 2 ininterrottamente dal 2008 al 2013, ha vinto la medaglia d’oro nel singolo e a squadre ai campionati europei del 2009 a Genova e del 2011 a Spalato e il bronzo nel singolo ai mondiali del 2010 in Corea del Sud.
Sono le Paralimpiadi, tuttavia, ad averle regalato un posto al sole sui giornali: a Londra nel 2008 ha colto l’argento nel singolo, a Pechino nel 2012 l’argento nel singolo e il bronzo a squadre.
Nel 2013 i dissapori con il commissario tecnico della nazionale italiana hanno accelerato la convinzione di Pamela di preferire la famiglia alla carriera sportiva e quindi di appendere la racchetta al chiodo. Dal 2014 è assessore alle politiche sociali del Comune di Brugnera.
«Non ho ricevuto molti finanziamenti nella mia carriera, se non rimborsi da parte del Cip per sostenere gli stage federali e gli allenamenti in vista delle qualificazioni alle Paralimpiadi di Londra – ricorda Pamela –. Fra i Giochi del 2008 e quelli del 2012 mi venne fatta la promessa di adottarmi quale testimonial del distretto del mobile, ma il giorno dopo non se ne fece più niente».
Pezzutto non può che rivedersi nei panni della sua giovane emula. «Capisco bene Giada e i suoi sforzi anche economici – prosegue –. Quand’ero atleta ne discutevamo con gli avversari stranieri, scoprendo che si trovavano nelle mie stesse condizioni. Purtroppo le qualificazioni per i mondiali e le Paralimpiadi passano per il ranking internazionale, per cui è necessario acquisire punteggi nei tornei organizzati in mezzo mondo al costo di un autentico salasso. Auguro a Giada Rossi di vincere le più importanti manifestazioni così da garantirsi visibilità e consenso, gli unici strumenti per ottenere forse attenzione da parte delle istituzioni».
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