Il capitello Brunetta tornato a nuova vita

PRATA. Emozione, nonostante il temporale, ieri mattina a Prata di Sopra. È stato riconsegnato dopo il restauro il capitello Brunetta con il celebre affresco “Madonna col bambino” attribuito a...
PRATA. Emozione, nonostante il temporale, ieri mattina a Prata di Sopra. È stato riconsegnato dopo il restauro il capitello Brunetta con il celebre affresco “Madonna col bambino” attribuito a Gianfrancesco di Tolmezzo, dipinto nel 1499.


È stato il momento più emozionante dei festeggiamenti di San Giovanni. I cittadini hanno potuto ammirare per la prima volta questo capolavoro del Rinascimento friulano. A presentare il capitello restaurato, anche esternamente, sono stati la storica dell’arte Stefania Miotto, l’architetto Ettore Pollesel che ha contribuito al restauro del piccolo tempio; Marco Masobello, il curatore del restauro; Maurizio Vecchies, past president dei Lions Brugnera-Pasiano-Prata. E infine ha preso la parola Luca Silvestrin, curatore editoriale del libro che verrà scritto sul restauro. Silvestrin è anche membro dell’associazione culturale Altoliventina che ha avuto un ruolo decisivo nel restauro complessivo del capitello votivo, la cui storia sembra un romanzo.


Il capitello è quanto rimane di una chiesetta privata che occupava parzialmente l’incrocio stradale e venne demolita, per ragioni di viabilità, intorno al 1940. La piccola abside fu risparmiata in virtù dell’immagine devozionale affrescata sui suoi intonaci: una Madonna con Bambino realizzata intorno al 1499 da Gianfrancesco da Tolmezzo, il maggior pittore friulano del XV secolo. Molto attivo nella destra Tagliamento nei decenni a scavalco del 1500, l’artista tolmezzino seppe interpretare con grande sensibilità i principali modelli della cultura figurativa veneta del Rinascimento, da Andrea Mantegna a Giovanni Bellini. Questo suo dipinto ne è testimonianza fra le più ispirate ed eleganti.


Importante per la riconsegna anche il ruolo del Centro culturale Concina, e della parrocchia di Prata, oltre che dei privati. Il restauro è stato inserito nel programma di tutela e valorizzazione di beni storico-artistici che la Fondazione Friuli va perseguendo ormai da anni. Un intervento per realizzare il sogno di restituire ai pratesi e a tutto il Friuli un bene così prezioso
.(r.p.)


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