Foto rubata alla show-girl: arrivano due condanne

Melita Toniolo “usata” per pubblicizzare una serata in un locale a Pertegada. La “Diavolita” di Italia 1 vince la battaglia legale contro due società padovane

LATISANA. Due società di Padova sono state condannate dal tribunale civile di Venezia a pagare 20 mila euro a Melita Toniolo, nota showgirl trevigiana, per una vicenda relativa allo sfruttamento della sua immagine. In base all’articolo 10 del codice civile le due società la Madison, casa editrice della rivista “Il Peperoncino”, e la Promocomunicazione, sono state ritenute responsabili per aver utilizzato l’immagine dell’artista, all’insaputa della stessa showgirl, per reclamizzare una serata in un night club di Latisana. Va detto che il nightclub non è mai stato sfiorato dall’inchiesta. Si trattava del Casablanca, che si trovava nella frazione di Pertegada. I fatti risalgono al 2007 e nel frattempo il Casablanca è sparito. Al posto suo è sorto un altro locale della notte che non c’entra nulla con questa vicenda e che ha provveduto a cambiare nome.

Resta in piedi, nei confronti delle due società condannate in sede civile, anche una causa penale, sulla base di un regio decreto del 1941 che tutela il ritratto di una persona. La cifra del risarcimento è stata stabilita dal Tribunale civile di Venezia, al termine di una causa durata quasi 5 anni, quando Melita Toniolo non era ancora un volto televisivo popolare, la “Diavolita” di Italia 1 per intendersi, ma stava muovendo i primi passi nel mondo dello spettacolo e aveva pubblicato sul sito decine di sue foto.

Una di queste era finita per reclamizzare a sua insaputa, e sembra a insaputa degli stessi vecchi responsabili del locale, il Casablanca, nella rivista mensile “Il Peperoncino” edito dalla società Madison srl, di Montegrotto Terme (Padova) dedicata in particolar modo alla vita notturna e agli appuntamenti in locali vari. La foto a quest’ultima era stata fornita da Promocomunicazione di Padova, un’agenzia pubblicitaria, che l’aveva presa sul sito della modella trevigiana che aveva dato mandato al suo legale, l’avvocato Fabio Capraro di Treviso, di agire nelle sedi opportune.

«Allora avevamo capito subito che il night club non c’entrava nulla – ha dichiarato ieri il legale della soubrette, Fabio Capraro – è stato riconosciuto dal tribunale veneziano il danno arrecato alla mia assistita. Siamo soddisfatti, ora aspettiamo l’esito della causa penale». La modella aveva presentato infatti, contestualmente, una querela penale alla procura della Repubblica di Padova, visto che all’epoca risiedeva nella provincia euganea. Il tribunale civile veneziano nel condannare le due società al risarcimento del danno e al pagamento delle spese legali, ha stabilito che si è commesso un illecito e che l’immagine della persona è un bene personale; inoltre che l’esistenza di una foto su un sito internet non autorizza chicchessia a recuperarla e tanto meno sfruttarla ai fini commerciali.

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